di Andrea Carugati.
Come una bomba a grappolo, il 'penultimatum' di Pontida fa tremare la maggioranza. E, col passare delle ore, le crepe si allargano. Ministeri e Libia sono le mine più pericolose. Oggi sarà una giornata bollente, con il voto di fiducia in mattinata alla Camera sul dl sviluppo, il discorso di Berlusconi sulla verifica alle 16 in Senato e il voto sui ministeri a Montecitorio. Nel pomeriggio, infatti, saranno votati gli ordini del giorno contro il trasloco dei ministeri al Nord presentati da Pd, Idv e Terzo polo.
Di Pietro ne ha presentato anche uno per lo stop alla guerra in Libia, per mettere in difficoltà la Lega, che ieri ha ribadito la richiesta di Pontida nonostante i moniti di Napolitano. Anche i parlamentari Pdl vicini ad Alemanno (in primis Barbara Saltamartini) sono pronti a presentare un loro testo sui ministeri. Il sindaco di Roma, che ieri con la governatrice Renata Polverini ha dato il via a Roma alla raccolta di firme «i ministeri non si toccano», ha sentito al telefono un Berlusconi molto irritato, che gli ha intimato prudenza. Poi il sindaco ha visto i capigruppo Pdl Cicchitto e Gasparri. Obiettivo: indurre Alemanno a più miti consigli, evitare che lo scontro con la Lega deflagri subito. E partorire un documento che metta tutti d’accordo, un po’ com’era successo ad aprile sulla guerra in Libia.
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